SEI IN IMPRESA Imprese all'estero Touchdown leader nelle P.R. migra da PC a Mac

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Una delle principali società europee di pubbliche relazioni e consulenze di marketing per il settore tecnologico si affida alla concorrenza

Touchdown leader nelle P.R. migra da PC a Mac

Il punto di svolta è arrivato il giorno in cui le dimensioni raggiunte dalla società hanno imposto l’uso di un server per gestire la condivisione dei file e i backup automatici

Touchdown PRTouchdown PR è una delle principali società europee di pubbliche relazioni e consulenze di marketing per il settore tecnologico: ha dipendenti in Regno Unito, Francia e Olanda. Come la maggior parte dei suoi concorrenti, ha cominciato dotando i propri dipendenti di PC e portatili Windows. Dopo alcuni anni di crescita costante, e dopo aver assunto alcuni dei migliori talenti del settore, i dirigenti di Touchdown hanno deciso di fornire ai sempre più numerosi dipendenti dell’azienda gli strumenti di lavoro migliori e più recenti.

All’inizio del 2010 Touchdown ha fatto il grande salto. Ogni membro dello staff ha avuto un MacBook Pro con Office per Mac già installato, insieme a un Apple LED Cinema Display. Come server e per gestire la VPN, la scelta è caduta su dei Mac mini con Snow Leopard Server affiancato da una Time Machine per i backup automatici e la connessione in rete, una AirPort Extreme per ampliare ulteriormente l’accesso in wireless, e VM Fusion per permettere al direttore finanziario della società di continuare a usare Sage.

James Carter, amministratore delegato della società, ricorda che “con Windows Vista il personale perdeva ogni giorno dai 10 ai 30 minuti solo per avviare e spegnere i computer. Anche nel migliore dei casi per accenderli ci volevano cinque minuti. E troppo spesso, durante l’avvio o in un momento imprevedibile della giornata, il computer si metteva in testa di dover aggiornare qualcosa, con il risultato di bloccare tutto anche per mezz’ora o tre quarti d’ora. E anche quando si poteva lavorare, le cose non andavano bene: le prestazioni erano scarse, e se aprivi più di tre o quattro applicazioni la macchina diventava davvero lenta”. Secondo le stime di Carter, l’azienda stava perdendo circa 50 giornate lavorative ogni anno solo nell’attesa di poter usare i suoi PC, per un potenziale mancato guadagno di oltre 30.000 sterline.

Il punto di svolta è arrivato il giorno in cui le dimensioni raggiunte dalla società hanno imposto l’uso di un server per gestire la condivisione dei file e i backup automatici, e di una rete VPN (Virtual Private Network) per supportare meglio il lavoro a distanza. “Sommando i costi di server, licenze software, storage e backup, i preventivi andavano da 5000 a 10.000 sterline per una soluzione Windows, cui bisognava poi aggiungere i costi di manutenzione annuali” spiega Carter. “Poi abbiamo dato un’occhiata al Mac mini: offriva tutto ciò di cui avevamo bisogno per un decimo del costo, e con la differenza avremmo potuto sostituire tutti i nostri terminali con dei Mac. Per la stessa cifra potevamo avere una soluzione decisamente migliore.” Il principale dubbio di Touchdown circa il passaggio ad Apple era l’interazione con i clienti, che usano tutti Windows. “Il nostro business” dice Carter, “ruota attorno allo scambio di file. Moltissimo del nostro lavoro si basa su contenuti visivi e scritti, e non potevamo permetterci di innervosire i clienti con errori di formattazione dovuti a problemi di incompatibilità fra PC e Mac”.