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SEI IN Imprenditoria Consorzi & Cooperative L’industria agroalimentare fronteggia la crisi e si diffonde

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Disponibile “AgrOsserva”sul II trimestre del 2014

L’industria agroalimentare fronteggia la crisi e si diffonde

L’industria agroalimentare fronteggia la crisi e registra un incremento di 392 realtà produttive nel trimestre e soprattutto un aumento di 860 unità (+1,3%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

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Il piccolo rialzo del numero di imprese agricole registrato tra aprile e giugno 2014 (+0,1% pari a 461 imprese in più) rispetto al trimestre precedente rallenta ma non frena l’impoverimento del tessuto imprenditoriale agricolo, ridottosi, rispetto al II trimestre del 2013, di 26.105 unità (-3,3%). Va meglio all’industria agroalimentare, che registra un incremento di 392 realtà produttive nel trimestre e soprattutto un aumento di 860 unità (+1,3%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Queste ed altre informazioni, oltre ad approfondimenti e aggiornamenti statistici dettagliati sugli sviluppi economici del settore, sono disponibili nell’ultimo numero di AgrOsserva, il trimestrale Ismea-Unioncamere di analisi e previsioni sulla filiera agroalimentare. Il rapporto, totalmente gratuito, è scaricabile nella sua versione integrale (oltre 60 pagine) dai siti web: ismea.it e unioncamere.gov.it.

Considerando lo stock delle imprese agricole, che ha raggiunto a giugno le 760.468 unità, le riduzioni su base annua più significative continuano a registrarsi nel Nord, ed in particolare nel Nord-Est, dove si rileva un calo del 4,0%, mentre si attesta al -3,4% nel Nord-Ovest ed al -3,0% e -3,1%, rispettivamente, al Centro e nel Mezzogiorno. Tra le regioni, le performance peggiori interessano ancora una volta il Friuli-Venezia Giulia (-8,5%) e la Liguria (-6,5%), ed a seguire l’Emilia Romagna e le Marche (-4,1%). Appartengono invece alla parte meridionale del Paese le regioni che registrano le flessioni più contenute; si tratta nello specifico della Calabria (-1,4%) e della Sardegna (-0,9%), confermando le tendenze emerse nelle precedenti rilevazioni. In termini assoluti, ad ogni modo, contribuiscono maggiormente al ridimensionamento della base produttiva del settore la Sicilia, la Puglia, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Campania ed il Piemonte, regioni in cui si rilevano perdite che oscillano tra le 2.200 e le 3.100 unità.

Per quanto riguarda invece le 68.696 imprese dell’industria alimentare registrate a fine giugno, la dinamica tendenziale evidenzia che quasi tutte le regioni hanno contribuito alla crescita del tessuto imprenditoriale, ad eccezione del Molise, unica regione italiana in cui l’industria agroalimentare ha subito un lieve ridimensionamento (-3 unità; -0,5%). Al contrario, la Sicilia, la Lombardia e la Toscana racchiudono da sole quasi il 50% delle 860 realtà produttive che il settore ha guadagnato nel corso dell’anno.

Pierluigi Prencipe
REDAZIONE ONLINE
Iscritto dal 12-10-2011

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