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SEI IN Aziende & Uomini Professionisti Brand della moda e del digital in cerca di “internazionalizzatori”

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In crescita del 30% le ricerche di manager per lo sviluppo estero dei marchi del made in Italy, dalla moda al digitale, dal packaging all’alimentare

Brand della moda e del digital in cerca di “internazionalizzatori”

“Il fenomeno interessa tutti i principali settori del made in Italy e riguarda principalmente l’area dell’Europa centrale, Germania in primis, gli Stati Uniti e il Far East”, spiega Emanuele Franza, Senior manager di Technical Hunters. “Le aziende sono alla ricerca di professionalità di tipo commerciale che però non si occupino di vendita diretta, bensì di aprire nuovi mercati e di sviluppare il loro brand”

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E' boom di richieste per manager specializzati nello sviluppo estero dei marchi del made in Italy, in particolare il lusso, il digitale, il packaging, l’alimentare: lo rivela Technical Hunters, società di ricerca e selezione di personale qualificato, che ha registrato una crescita del 30% nelle richieste di International business developer o “internazionalizzatori d’impresa”.

“Il fenomeno interessa tutti i principali settori del made in Italy e riguarda principalmente l’area dell’Europa centrale, Germania in primis, gli Stati Uniti e il Far East”, spiega Emanuele Franza, Senior manager di Technical Hunters. “Le aziende sono alla ricerca di professionalità di tipo commerciale che però non si occupino di vendita diretta, bensì di aprire nuovi mercati e di sviluppare il loro brand”.

La maggiore richiesta di internazionalizzatori viene da piccole e medie imprese italiane, che vedono nell’export la possibilità di ampliare il proprio giro d’affari o di ripartire dopo una fase di stagnazione, e operano principalmente nei settori Fashion & Luxury (30%), Digital & New Media (30%), Packaging e cartotecnica (20%), Automotive (10%) e Food & Beverage (10%).

Le posizioni attualmente aperte (info: www.technicalhunters.com) sono 5, in Germania (2 in ambito Automotive e 1 nel Packaging), Usa (Food&Beverage) e Cina (Fashion), e prevedono la responsabilità dello sviluppo di progetti di espansione internazionale, con un elevato grado di autonomia e riporto all’amministratore delegato di gruppo. L’inquadramento può essere sia come dipendente sia come consulente e la retribuzione comprende una parte fissa che oscilla tra i 40 e i 90 mila euro lordi annui, in base all’esperienza, e a una parte variabile, talvolta molto consistente, legata ai risultati.

I principali requisiti comprendono una precedente esperienza come Export manager o altre funzioni di responsabilità in paesi esteri, la conoscenza approfondita del Paese o dell’area geografica di interesse dell’azienda, con preferenza per manager che già risiedono in quei paesi, un’ottima conoscenza dell’inglese e della lingua locale.

 

Pierluigi Prencipe
REDAZIONE ONLINE
Iscritto dal 12-10-2011

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