Le imprese italiane nel periodo della globalizzazione sono ferme
Manca l'innovazione d'impresa e le aziende si paralizzano
Le aziende italiane in grosse difficoltà sono bloccate per mancanza di produttività e innovazione.
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Con l' avvento della moneta unica meglio conosciuta come Euro, abbiamo assistito ad una serie di cambiamenti repentini e inevitabili che hanno prodotto effetti negativi sull' economia in generale e sulle piccole e medie imprese, che si sono fatte trovare impreparate ad affrontare le sfide del mercato mondiale, con l' ingresso di questa moneta e secondo regole economiche imposte dalla globalizzazione. In particolare in Italia negli ultimi quindici anni, una serie di fattori socio-economici hanno contribuito a creare e determinare una fase di lungo stallo e di immobilismo nelle aziende italiane di medie dimensioni. Fra le cause che hanno determinato questa caduta libera della produttività delle imprese, possiamo riscontrare deficienze e mancanze strutturali a livello di modelli e sistemi economici, che sono risultati essere arcaici e inadeguati a far sviluppare la produttività e competitività delle nostre imprese a livello internazionale.
A questa prima causa, possiamo aggiungerne un' altra non meno importante che si rinviene nella mancanza e assenza di una forte imprenditorialità caratterizzata da innovazione e modernità che non ha consentito agli imprenditori made in Italy di poter affermarsi in maniera vittoriosa sul mercato globale. Un altro aspetto dolente è quello della mancanza di una adeguata formazione professionale che impedisce ai nostri giovani di diventare manager completi e preparati in grado di affrontare i nuovi processi produttivi e di guidare con successo le loro aziende. Da ultimo c'è da considerare che l' affermazione della delocalizzazione delle imprese, ovverosia il trasferimento o la nascita di nuove aziende o di rami importanti di quelle esistenti in Italia, presso altre realtà territoriali estere quali la Romania o la Cina che oggi è a ben vedere il paese dove si rifugiano tutte le più grandi aziende mondiali, non ha prodotto i risultati auspicati dagli stessi imprenditori che hanno così dilapidato il loro patrimonio.
La condizione economica attuale è disastrosa e non aiuta in nessun modo la rinascita di imprese già compromesse che in molti casi si rivolgono alle banche per evitare la chiusura, ma che nella maggior parte delle volte si vedono opporre un rifiuto secco per mancanza di idonee garanzie. E a quel punto arriva la chiusura senza possibilità di nessuna via d'uscita. L' alta pressione fiscale ha contribuito in maniera decisiva a questo stato di default delle imprese innescando in modo lento ma inesorabile un processo di autodistruzione a cui nessuno è riuscito a porre un rimedio efficace. Per l' immediato domani non ci sono aspettative positive, ma una visione futurale e un' idea di sviluppo bisogna averla per uscire da questo enorme pantano e ingranaggio perverso che è bloccato da troppo tempo.












