Indagine del Centro studi di Unioncamere
Un terzo delle imprese nate nel 2011 ha sede al Sud
Un terzo delle imprese italiane nate nel 2011 ha sede nel Mezzogiorno. A fondarle, in 3 casi su 4 sono uomini e per 7 su 10 sono bastati 10mila euro per partire
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Un terzo delle imprese italiane nate nel 2011 ha sede nel Mezzogiorno. A fondarle, in 3 casi su 4 sono uomini e per 7 su 10 sono bastati 10mila euro per partire. L’obiettivo è la soddisfazione personale e professionale (lo affermano in più del 57% di coloro che hanno deciso di fondare, da titolari o da soci di maggioranza, una nuova azienda). Perché, anche in tempi di crisi, fare impresa nel nostro Paese è un sogno nel cassetto che, nel 2011, molti hanno potuto concretizzare.
E’ quanto emerge dall’indagine del Centro studi di Unioncamere su un campione di circa 9mila imprese attive nate nel corso del 2011 e per le quali è possibile identificare il settore di appartenenza, rappresentativo di circa 176mila “vere” nuove imprese iscritte nel corso dell’anno.
“L’impresa è e resta una grande opportunità soprattutto per i giovani. Non è la soluzione alla disoccupazione, ma è una concreta e solida chances per dare corpo alle giuste aspettative di soddisfazione professionale”. Questo il commento del presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “In un momento di difficoltà quale è quello che stiamo vivendo, sostenere la diffusione delle imprese significa operare soprattutto per chi oggi si affaccia sul mercato del lavoro e non riesce a trovare risposte. Quindi, ben vengano tutti i programmi e progetti che possono offrire alle tante intelligenze e saperi che il nostro Paese sa esprimere delle occasioni reali”.
Anche nel 2011, sono Sud e Isole a dare vita alla quota prevalente di nuove iniziative imprenditoriali (30,9%), seguite a breve distanza dal Nord Ovest (28,6%). Incidenze minori spettano al Centro e al Nord Est (rispettivamente, 21,0% e 19,5%). Come guardano al futuro? Nella maggior parte dei casi (88,7%), le imprese neo-nate sono caute e non avvertono la necessità di assumere personale, impegnate come sono ad attendere i primi riscontri da parte del mercato.
Circa un’impresa su dieci prevede di aumentare gli occupati, ma la quota sale sensibilmente tra quelle con più di 10 addetti (raggiungendo il 19,6%), che, nascendo più grandi, prevedono già di dover svolgere una gamma più ampia di mansioni, per svolgere le quali sarà necessario introdurre figure con specializzazioni diverse.













