Linus Torvalds manda a quel paese Nvidia
Linus Torvalds contro Nvidia: "La peggiore azienda con cui abbia lavorato"
In occasione di un evento pubblico Linus Torvalds, prende posizione in modo molto duro e deciso nei confronti di Nvidia: la società californiana viene definita come la peggiore azienda con cui abbia lavorato
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In occasione di un evento pubblico, Linus Torvalds, prendendo spunto da una domanda di una donna in platea, che chiedeva come fare a installare Linux su un computer portatile con chip Nvidia Optimus, prende posizione in modo molto duro e deciso nei confronti di Nvidia: la società californiana viene definita come la peggiore azienda con cui abbia lavorato.
"Nvidia è stata una delle principali fonti dei problemi che abbiamo avuto con i produttori di hardware. Ciò è molto triste perché Nvidia prova a vendere chip, molti chip, nel mercato Android. Nvidia è stata la peggiore azienda con cui abbia lavorato".
Il creatore del kernel Linux ha insultato Nvidia con la frase "Nvidia: fuck you" e un dito medio alzato, gesto inequivocabile ma allo stesso tempo censurabile, a dimostrazione dei rapporti difficili tra la comunità del pinguino e la società che ad oggi rappresenta uno dei principali punti di riferimento nella fabbricazione di chip per dispositivi elettronici, in particolar modo per quanto concerne il ramo delle schede video.
Dopo aver fatto esplodere la sala in una risata dopo il “NVIDIA, fuck you!”, Torvalds ha poi ridimensionato i toni spiegando che altre aziende non stanno certo offrendo un supporto perfetto: "Non fraintendetemi però. Non dico nemmeno che le altre compagnie siano perfette. Abbiamo avuto compagnie che semplicemente non si curavano, abbiamo avuto compagnie che pensavano che Linux non avesse un mercato abbastanza grande, abbiamo avuto situazioni come queste. Allo stesso tempo ci sono un sacco di compagnie che sono state d’aiuto sin dai primi tempi, e penso che sia molto triste che tu venda hardware e usi Linux e rendi le cose difficili. Sono triste quando succede. Non possiamo farci niente. È la vita. Vorrei che tutti fossero disponibili come me".













